Sono molte le persone convinte che all’interno delle piramidi, dai grandi monumenti di Giza ai modellini da tavolo disponibili in commercio, avvengano fenomeni misteriosi, in quanto le stesse funzionerebbero come “condensatori energetici”. Probabilmente questa ipotesi nacque negli anni trenta quando Antoine Bovis, dopo aver visitato la Grande Piramide, ricostruì la stessa in scala ridotta e vi praticò esperimenti di mummificazione su animali morti.Studi successivi (tra gli altri quelli di Karel Drbal e di Rodriguez Alvizo Luis Alberto) hanno portato ad affermare che le piramidi (o meglio, la semplice forma piramidale), oltre a mummificare i corpi, permetterebbero la conservazione degli alimenti, stimolerebbero la crescita dei vegetali e riaffilerebbero le lamette da barba usate (si trovano in vendita piramidi specifiche per questo uso). In pratica, la piramide si comporterebbe come un ‘concentratore energetico’: secondo questa visione delle cose le energie della terra e quelle cosmiche, distinte in una forza centrifuga calda e dinamica e in una forza centripeta fredda e ricettiva, possono circolare e moltiplicarsi all’interno della piramide, a patto che i rapporti geometrici siano gli stessi della Grande Piramide di Giza e un lato sia rivolto verso il nord magnetico.Molti altri ricercatori non sono stati in grado di ripetere le esperienze di Bovis o Drbal, ma i sostenitori dei poteri delle piramidi, pur ammettendo queste incoerenze, non ne sembrano preoccupati.Leggendo i testi ‘a favore’ si nota che termini come forza ed energia, che hanno un preciso significato fisico, vengono completamente snaturati, lasciando soltanto parole a effetto che tentano di generare nel lettore la sensazione di un fondamento scientifico di questa disciplina.Fortunatamente è facile fare delle prove per confermare o smentire questi poteri, e voi stessi potete verificare con i vostri occhi.Potete acquistare, in negozi specializzati, una splendida piramide di metallo placcata in oro con lato della base di 13 centimetri.Più economicamente, le potete fare voi, avendo cura di rispettare le proporzioni della Grande Piramide. Siccome alcuni consigliano di usare materiali isolanti, ed altri di usare metalli, di piramidi fatene 2: una in cartone, legno o plastica, l’altra di metallo.Fatte le piramidi? Bene, adesso mettetele lontano da televisori, computer e oggetti metallici, che ne perturberebbero il campo magnetico, protette da correnti d’aria, con una faccia rivolta a nord.Mettete un pezzo di carne, o di frutta, su un piattino di vetro o di cartone, avendo cura che si trovi ad un terzo dell’altezza (in corrispondenza della Camera del Re, dove “l’energia positiva” sarebbe massima).Oppure mettete dei bicchieri di latte, o magari dei vasetti con dei semi. Mi raccomando, che siano uguali!Mettete un campione di confronto vicino alle piramidi, quindi aspettate che la natura faccia il suo corso.Se le teorie ‘piramidali’ sono vere, i campioni ‘piramidati’ dovrebbero comportarsi diversamente da quello di controllo: il latte non dovrebbe inacidire, la carne o la frutta dovrebbe disidratarsi prima, i semi germinare più velocemente.Se non volete fare la fatica di costruirvi tutto, potete leggere i risultati ottenuti da Sergio Facchini pubblicati sul sito del CICAP.Non vi stupirà sapere che le differenze sono assolutamente irrilevanti, con buona pace del Faraone Cheope.
Via Blogeroide
La leggenda di Alarico e del Suo Tesoro
Pochi altri luoghi al mondo possono vantare come la
Calabria una storia altrettanto ricca di miti e leggende. Il mito
è una narrazione simbolica di carattere sacrale che, in
tempi e culture diverse, ha come personaggi divinità, eroi,
antenati, mostri o animali e insieme con il rito costituisce un momento
fondamentale dell’esperienza religiosa e tende a soddisfare
il bisogno di fornire una spiegazione a fenomeni naturali o a problemi
religiosi. La parola mito deriva dal greco mythos che significa parola,
discorso, racconto.
La leggenda è un tipo di racconto molto antico, come il mito
e la fiaba, e fa parte del patrimonio culturale di tutti i popoli,
appartiene alla tradizione orale e nella narrazione mescola il reale al
meraviglioso. La parola leggenda deriva dal latino legenda che
significa “cose che devono essere lette”,
“degne di essere lette” e con questo termine, un
tempo, si voleva indicare il racconto della vita di un santo e
soprattutto il racconto dei suoi miracoli. In seguito la parola
acquistò un significato più esteso e oggi la
parola leggenda indica qualsiasi racconto che presenti elementi reali
ma trasformati dalla fantasia, tramandato per celebrare fatti o
personaggi fondamentali per la storia di un popolo, oppure per spiegare
qualche caratteristica dell’ambiente naturale e per dare
risposta a dei perché. Le leggende si rivolgono alla
collettività, come i miti e spiegano l’origine di
qualche aspetto dell’ambiente, le regole e i modelli da
seguire, certi avvenimenti storici, o ritenuti tali, allo scopo di
rinsaldare i legami d’appartenenza alla comunità.
Alarico, re dei Goti, aiutato da schiavi che gli aprirono una porta
della città, il 24 agosto del 410 d. C. aggredì
Roma, mettendo le mani su immense ricchezze, fra le quali
c’era una parte del tesoro del tempio di Gerusalemme,
distrutta nel 70 d. C., da Tito Flavio Vespasiano, che lo fece portare
a Roma. Salviano da Marsiglia, dottore della chiesa, così si
espresse sul sacco di Roma: «Noi abbiamo amareggiato Dio con
i nostri peccati e, suo malgrado, lo abbiamo costretto a
punirci». Alarico, strumento della punizione divina,
risparmiò solo le chiese e il tesoro degli Apostoli, che fu
portato, in mezzo a orribili scene, al canto dei Salmi, in Vaticano.
Dopo tre giorni di saccheggio, Alarico lasciò Roma, carico
di bottino e di prigionieri, fra cui molti personaggi altolocati. A
Roma raccolse molto oro, ma trovò poco grano, per cui
saccheggiò anche la campagna romana. I Goti portavano
prigionieri con loro Attalo e Galla Placidia, figlia di Teodosio il
Grande e sorella dell’imperatore. Alarico guidò il
suo esercito verso l’estremo lembo della Penisola, per
trascorrere l’inverno nel Bruzio, cioè in
Calabria, che pareva avesse le risorse per mantenere i suoi soldati,
che egli voleva condurre, all’arrivo della nuova stagione,
dalla Sicilia in Africa. Passato in Campania, Alarico prese Capua e
Nola. I suoi Goti, dandosi alle orge, si ubriacavano col vino Falerno
versato nelle coppe d’oro dalle figlie e dai figli dei
senatori romani. Paolo Diacono afferma: «Quindi menando
clamore e strage per la Campania, la Lucania e il Bruzio, pervennero a
Reggio, desiderosi di attraversare, in Sicilia, lo stretto di mare. In
quel luogo, volendo salpare, salirono sulle navi: colpiti da un
naufragio perdettero parecchi dei loro (…). Alarico mentre
fra queste cose deliberava ciò che si dovesse fare,
perì presso Cosenza di morte improvvisa. I Goti deviando con
il lavoro dei prigionieri il fiume Basento dal suo alveo, seppelliscono
Alarico nel suo letto: e restituendo il fiume al suo proprio corso,
uccidono i prigionieri, che erano stati incaricati di scavare,
affinché nessuno potesse conoscere il luogo».
Dunque, Alarico, stremato e ammalato, si fermò a Cosenza,
dove dopo altre distruzioni di uomini e case uscì
prematuramente di vita.
La morte e la sepoltura di Alarico, re dei Goti, che aveva
più di 40 anni, furono descritte da Giordane, storico latino
di origine gota o alanica, che ebbe sotto gli occhi la vera
«Historia gothica» di Cassiodoro di Squillace,
ministro e principale consigliere dei re goti da Teodorico a Vitige. La
sepoltura di Alarico e neppure il suo tesoro sottratto a Roma sono,
perciò, frutto di leggenda o di poetica invenzione del
tedesco August von Platen (tradotto in italiano dal Carducci). Una
frottola raccontò, invece, il viaggiatore Auguste De
Rivarol, il quale affermò che nel secolo XV, dentro il fango
del Crati, si scoprì il corpo di Alarico, «chiuso
in due scudi ben saldati». Egli non tenne conto della
testimonianza dello storico bizantino Olimpiodoro, che descrisse, con
grande precisione, il matrimonio di Ataulfo, re dei Visigoti, succeduto
al cognato Alarico, con la bella Galla Placidia, nel gennaio 415, a
Narbonne, in Gallia, nella casa di Ingenio. Lo sposo visigoto, vestito
da romano, offrì alla sposa i preziosi sottratti da Alarico
a Roma. Il passo di Olimpiodoro attesta: «Placidia prese
posto nella stanza nuziale addobbata alla romana, con decorazioni
regali; al suo fianco sedette Ataulfo, che indossava una clamide e ogni
altro abbigliamento romano. Fra gli altri doni nuziali Ataulfo
offrì anche 50 bei giovinetti vestiti di seta, ognuno
portando con le mani due grandi vassoi, di cui l’uno era
pieno di ori, l’altro di pietre preziose ancor più
incompensabili in quanto prese dai Goti in Roma durante il sacco. Poi
si recitarono anche gli epitalami, cominciando la recitazione Attalo e
poi Rusticio e Febadio. Quindi si compie il rito, scherzando e
rallegrandosi insieme sia i barbari che i romani ivi
presenti».
Olimpiodoro, nativo di Tebe d’Egitto, nella sua Storia dal
407 al 425, dedicata all’imperatore Teodosio II, fece
tramontare la leggenda del tesoro di Alarico, che fu portato in
Francia, a Narbonne. Egli non può essere contraddetto, sia
perché era coevo ai fatti, sia perché gli
storici, gli archeologi e i letterati che finora hanno cercato il
tesoro, partendo dalle fonti latine ma trascurando quelle bizantine,
hanno fatto un buco nell’acqua sia del fiume Busento che di
quello del Basento, che sfociano nel mare Ionio.
Via BlogallaDeriva
Macchina del tempo In vaticano?
Una sorta di televisore farebbe conoscere il passato, sogno di milioni di persone e questa scoperta incredibile sarebbe stata fatta da padre Pellegrino Alfredo Maria Ernetti, benedettino, esorcista, musicologo di fama internazionale e scienziato; la macchina sarebbe nascosta in vaticano o per lo meno il progetto. L’interessante teoria è raccontata nel libro ” Cronovisore- il nuovo mistero del vaticano ” del teologo francese Francois Brune. LO stesso autore incontrò padre Ernetti e cercò di cogliere interessntissime notizie, raccolte appunto nel libro. Ernetti concesse molte interviste sul Cronovisore e fece anche diverse pubblicazioni ma restò pressochè inascoltato soprattutto e come naturale, dalla comunità scientifica. Poi però ad un tratto ordini tassativi dal Vaticano fecero cadere nel silenzio padre Ernetti, poi scomparso nel 1994 e la vicenda restò sopita fino alla pubblicazione di tale libro avvenuta nel 2004.Il libro di padre Brune rivela fatti inediti, retroscena incredibili, dettagli sconcertanti, indica nomi di personalità al di sopra di ogni sospetto, di scienziati famosi, indica date, circostanze precise, riporta documenti straordinari, lunghe conversazioni con padre Ernetti che hanno riacceso il dibattito.Con il cronovisore, racconta Brune, un gruppo di scienziati guidato da padre Ernetti,fece ricerche storiche di eccezionale valore, da Mussolini al poeta latino Ennio ( di cui Ernetti scrisse il testo integrale del Thieste, come ascoltato dal cronovisore ), passando per Napoleone e per Gesù Cristo ( anche nell’atto della resurrezione ) e molto altro. Sarebbe davvero incredibile se tutto fosse vero perchè si risponderebbe a migliaia di domande e su tutti i tempi ma tale mezzo andrebbe anche usato bene e con discernimento cercando di non esagerare. Poi ovviamente resta il mistero del silenzio Vaticano, forte di un potere secolare che detta legge.
Via Blogeroide
La Macchina di Anticitera
Mar Egeo, 87 a.C. Una nave, spinta dai remi, avanza sulla rotta per Creta. Sul ponte, un ufficiale armeggia con uno strumento grosso come un libro, con il bordo di legno. Girando una manopola, grazie ad un ingegnoso e complicato sistema di ingranaggi, riuscirà a calcolare varie informazioni utili, come la posizione di Luna e pianeti.Un momento, direte voi….. 87 AVANTI Cristo? Ingranaggi??? Ma si tratta di tecnologia avanzata, non esisteva a quel tempo! Sicuri?Nel 1900, a causa di una tempesta dei pescatori di spugne furono costretti a rifugiarsi sull’isola di Cerigotto. Al largo di quest’isola, alla profondità di 43 metri, trovarono i resti di una grande nave di epoca romana. Nel 1902 l’archeologo Spyridon Stais, esaminando i reperti recuperati dal relitto, notò che un blocco di pietra aveva un ingranaggio inglobato all’interno. Con un più approfondito esame si scoprì che quella che era sembrata inizialmente una pietra era in realtà un meccanismo incrostato e corroso, di cui erano sopravvissute tre parti principali e decine di frammenti minori. Si trattava di un’intera serie di ruote dentate, ricoperte di iscrizioni, facenti parte di un elaborato meccanismo ad orologeria.Questo strumento, oggi al Museo Archeologico Nazionale di Atene assieme ad una ricostruzione funzionante, è stato studiato approfonditamente dal professor Derek de Solla Price, che dopo 20 anni di ricerche (iniziate nel 1951) è stato in grado di ricostruirlo e spiegarne il funzionamento e l’uso.Il meccanismo è un calcolatore per il calendario solare e lunare, le cui ruote dentate potevano riprodurre il rapporto di 254:19 necessario a ricostruire il moto della Luna in rapporto al Sole (la Luna compie 254 rivoluzioni siderali ogni 19 anni solari).L’estrema complessità del congegno è dovuta al fatto che tale rapporto veniva riprodotto tramite l’utilizzo di una ventina di ruote dentate e di un differenziale, un meccanismo che permetteva di ottenere una rotazione di velocità pari alla somma o alla differenza di due rotazioni date. Il suo scopo era quello di mostrare, oltre ai mesi lunari siderali, anche le lunazioni, ottenute dalla sottrazione del moto solare al moto lunare siderale.I fautori della ‘Archeologia Misteriosa’ sostengono che questo oggetto è un OOPART, in quanto per loro non è compatibile con le conoscenze dell’epoca a cui risale, e per spiegarlo chiamano in causa civiltà scomparse, alieni, passaggi temporali ed amenità simili.
Via Blogeroide
L'Egitto proviene da Atlantide?
A ventuno anni Edgar Cayce era già celebre per aver guarito a distanza alcuni pazienti considerati incurabili. A 43 anni, aveva offerto circa 14.000 consulti a distanza ad oltre 6000 pazienti. Le sue sedute sono state fedelmente trascritte e poste a disposizione di medici, psicologi, scrittori, studiosi e ricercatori. L’Associazione per la Ricerca e la Conoscenza ha raggruppato i suoi scritti sull’interpretazione dei sogni, sullo spirito umano, la reincarnazione e la telepatia. Nato il 18 marzo del 1877 a Hopkinsville, negli Stati Uniti, Cayce ha cominciato a lavorare come rappresentante di commercio, prima di scoprire le sue doti di guaritore a ventuno anni. Colpito da una paralisi progressiva alle corde vocali, che la medicina riteneva incurabile, chiese ad un suo amico di aiutarlo a sprofondare nello stato ipnotico: Cayce riuscì in tal modo a scoprire l’origine della sua malattia. Sebbene non avesse alcuna nozione medica, si prescrisse un trattamento appropriato e ritrovò l’uso della parola.Un gruppo di medici si interessò a questo strano caso e gli chiese di fare le diagnosi di alcuni pazienti che erano ritenuti terminali. Gli comunicarono soltanto il nome e l’indirizzo dei malati, senza fornirgli alcuna informazione di ordine medico. Edgar Cayce entrò facilmente in contatto telepatico con l’inconscio dei pazienti in questione, anche se si trovavano ad una certa distanza. Stupefatto dalla loro spettacolare guarigione il dottor Wesley Ketchum inviò un rapporto su questi esperimenti ad una fondazione di ricerca a Boston.Il 9 ottobre del 1910, il Ney-York Times pubblicò un lungo articolo sugli strani poteri di Cayce. A partire da questa data, un numero impressionante di malati fece appello al geniale taumaturgo. Ad un certo punto Cayce scoprì la realtà della reincarnazione nell’ambito delle sue sedute: rimase profondamente turbato da questa inattesa scoperta, soprattutto per il fatto che era profondamente cristiano. La sua prima reazione fu quella di sospendere le sedute per evitare di imbattersi in dimensioni che gli erano ignote; ma, esortato dai suoi amici, riprese infine le consultazioni. Tra il 1923 e 1945, realizzò 2500 sedute consacrate in particolare alle vite anteriori dei suoi pazienti: scoprendo i loro errori passati, Cayce comprendeva l’origine dei problemi nella vita attuale dei suoi pazienti.Cayce si è sottoposto a sedute di ipnosi per riconnettersi alle sue proprie vite passate. Nel corso di queste sedute Cayce ha ricordato di essere esistito anche all’epoca degli egiziani. Secondo Edgar Cayce, Atlantide venne distrutta nel 10.000 a.c. e la popolazione migrò attraverso Portogallo, Francia, Spagna ed Egitto. Proprio in Egitto, secondo Cayce, prima del 10.000 a.c. vivevano tribù provenienti dai Carpazi e guidate da un sacerdote (Rà-ta) esiliato in Abissinia per 9 anni. Gli atlantidei, grazie alla loro sofisticata tecnologia, cercarono di sottomettere la tribù che richiamò Ra-ta per trattare con i potenti sconosciuti. Secondo il racconto di Cayce, gli atlantidei accettarono l’alleanza e costruirono la grande piramide di Giza (denominandola “Casa degli iniziati”), datata da Cayce 10.390 a.c. Lo stesso Cayce, durante una delle sue sessioni di trance, afferma che la stanza dei documenti che testimonia l’esistenza di Atlantide si trova nel tempio di Iltar, posto vicino alla Sfinge: precisamente tra le sue zampe. Recentemente è stato ritrovato un tunnel scavato precedentemente sotto la coda della Sfinge che conduce ad una stanza sommersa in parte dall’acqua e che al centro presenta un “sarcofago” senza coperchio e senza iscrizioni. Cayce afferma che le prove precedentemente contenute all’interno di tale sarcofago sono state rimosse e portate in un altro luogo. Particolari emergenti dalle sedute di autoipnosi di Cayce: in una necropoli della piana di Giza c’è un disegno con una donna bionda caratteristica, secondo Cayce, degli Atlantidei; Cayce, durante una seduta ipnotica scrive in una lingua tra l’egiziano e una seconda sconosciuta, che sostiene essere il dialetto atlantideo; Cayce afferma che nel 2028 la Terra si spaccherà nella parte occidentale degli Stati Uniti (California), il Giappone si inabisserà e l’Europa verrà modificata a vista d’occhio, Atlantide risorgerà davanti alla costa orientale degli Stati Uniti con la consequenziale inversione dei poli.E’ abbastanza sorprendente il grado di precisione con cui l’archeoastronomia ha verificato le ipotesi e le previsioni di Cayce. Il tempo si occuperà di verificare eventualmente le fosche profezie di questo medium straordianario.
Via: Blogeroide
Mistero - One Mystery